Pignolerie

Pignolerie  è il titolo di un libro edito da Quodlibet nel 2020 nel quale Alberto Piancastelli commenta in modo anticonvenzionale le poesie scolastiche famose dell’800 e del 900 italiano.

L’interpretazione che  vi vien data questi testi sovverte sistematicamente il principio stesso a base della Poesia che, come insegna Leopardi, è l’arte del vago. Essa con la sua indeterminatezza ci libera dal  dato reale rendendo secondario o inessenziale tutto quello che è oggetto delle nostre preoccupazioni quotidiane.

L’effetto di questa lettura controcorrente è così quello di riportare la poesia alla dimensione prosaica della nostra esistenza: il sistematico fraintendimento del linguaggio poetico e figurato ci fa rivedere sotto una luce diversa ciò che la poesia racconta, che per risultare accettabile agli occhi del lettore deve avere un qualche fondamento logico o scientifico.

Il commento a questi capolavori della nostra letteratura provoca sorrisi e talvolta effetti esilaranti diventando l’occasione per parlare di cose assolutamente inessenziali rispetto al significato profondo, che scivola inesorabilmente in secondo piano.  L’esercizio riconduce così la poesia nel seno della nostra vita reale, ne depotenzia il contenuto universale, ma la rende al tempo stesso più autentica, perché giocare con essa in questo modo non vuol dire contestarle degli errori ma decretarne l’importanza.

L’operazione ha una finalità anche didattica e vivificatrice e può esser portata senza imbarazzi nelle scuole o in consessi pubblici, ovvero il luogo in cui spesso, per eccesso di rispetto, certi testi finiscono per rimanere lettera morta o vuote tiritere.

L’apparente leggerezza dell’operazione cela in realtà diverse chiavi di lettura. Questo modo ottusamente pignolo di commentare un testo diventa da un lato una caricatura di coloro che si perdono in sottigliezze perché incapaci di cogliere il senso generale delle cose. Al tempo stesso però questa puntigliosità rappresenta una forma di integrità professionale,  un monito ai tanti critici virtuali che impazzano nel web pretendendo di aver voce in capitolo su qualsiasi argomento, ma che di rigore ne hanno ben poco.